La gioia di vivere…

La gioia di vivere…

Giugno 9, 2019 0 Di annaritasidari

Tra una visita e l’altra avendo un’ora libera decido di fare una passeggiata e prendere un caffè seduta su di una panchina all’aria aperta. Mentre ero li, immersa nel verde di qualche alberello che ritaglia una penisola lungo lo stradone trafficato, mi fermo ad osservare. Si osservo le persone, osservo la bellezza di quello squarcio di natura, osservo il caos sulla strada. Vedo un gruppetto di adolescenti chiacchierare vicino ai loro scooter, chiacchierano ma non di loro, chiacchierano con lo smartphone in mano commentando una foto di un altro amico piuttosto che la foto dell’evento sportivo dello scorso venerdì, più avanti una ragazza che cammina lungo il marciapiede…ha il viso triste e lo sguardo basso, ma sta inviando un sms ed ecco che si ferma sotto l’angolo più luminoso fa un bel sorriso e si scatta un paio di foto

( probabilmente da inviare all’interlocutore) subito dopo scoppia in un pianto quasi liberatorio. Accanto a me una coppia che discute perchè amano cose completamente diverse e fanno la maggior parte delle cose per conto proprio. Di fronte un ragazzo sulla trentina, ben vestito che parla al cellulare, dice di aver ricevuto una promozione ma di non esserne felice perche quel lavoro non gli piace, anzi lo trova noiosissimo,eppure ha dovuto mostrarsi felice e dovrà lavorare con ancora più “entusiasmo”.. ed infine due ragazze, belle e molto curate che parlano del vestito da indossare alla laurea di Michela la loro amica “perché lì c’e’ solo gente di un certo tipo e non possiamo assolutamente sbagliare look, anzi direi che è il caso di farti prestare la vuitton da tua cugina!”

Sembra che la gioia di vivere sia lontana dalle persone, come se non si fosse più padroni delle proprie emozioni, delle proprie scelte, dei propri desideri, del proprio aspetto ma soldatini che si adeguano a ciò che la società richiede loro. Si parla, ma di ciò che è lontano da se stessi, si è tristi ma si mostrano foto in cui si sembra felici, si ha un buon lavoro ma che non piace, ci si sceglie con le proprie diversità ma poi non si è disposti ad accettarsi e fare della diversità dell’altro delle risorse, si va alla laurea di un’amica ma l’attenzione è posta su come si deve apparire, “perfetti e griffati” . Credo che bisognerebbe provare ad essere solo un po’ più autentici con se stessi, con le proprie emozioni ed i propri bisogni per stare meglio.

Recuperiamo la “gioia” di vivere, la spinta a vivere la vita che vogliamo e non quella che dovremmo volere!